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Rischio covid, il sindaco di Bologna pronto a chiudere le piazze della movida

Le immagini delle strade universitarie piene di giovani senza mascherina, la notizia dei 10 positivi dopo una festa Erasmus spingono il sindaco Virginio Merola ad alzare i toni. “Se una persona immagina che sia libera di fare quello che gli pare ha sbagliato città. Occorre che tutti comprendano che assembrarsi è la cosa peggiore da fare. Questa non è libertà, è menefreghismo”: parola del sindaco di Bologna, Virginio Merola, che ha annunciato lo studio di nuovi provvedimenti nei luoghi della movida cittadina (come la chiusura di alcune piazze) e misure per arginare il pericolo degli assembramenti durante le feste private. Provvedimenti che se necessario saranno presi per limitare il rischio della diffusione del coronavirus.

L’eventuale chiusura di piazze ‘simbolo’ della movida “la valuteremo con il Prefetto. Se è necessario dare un altro segnale lo daremo. Le chiusure dei locali parlano chiaro. Dove si determinano gli assembramenti ci vogliono battaglioni di polizia per intervenire, quindi, dobbiamo trovare una strategia preventiva. Occorre la collaborazione da parte di tutti perché non si vanifichi il lavoro che stanno facendo negli ospedali e nelle scuole”.
“Dobbiamo contare sul fatto che le previsioni sono che entro gennaio c’è la forte possibilità di avere il vaccino. Quindi l’ultimo miglio è davvero decisivo. E sarebbe fallimentare – ha sottolineato il sindaco di Bologna – in questo momento tornare ad ipotesi di chiusure. Dobbiamo insistere in particolare con i giovani perché anche se vengono meno colpiti dai sintomi possono trasmettere il virus agli altri. Faccio un appello al quale se necessario seguiranno ulteriori provvedimenti perché non si vanifichi il grosso lavoro fatto fino ad oggi. Il sindaco ha infine annunciato che ci sarà una maggiore presenza dell’Ausl sul territorio, con presidi mobili anche nelle periferie della città per poter fare tamponi e test sierologici.

“Bisogna rispettare le norme, bisogna garantire di non andare, per colpa di qualche imbecille, di nuovo nel peggio. Bisogna fare tutto il possibile”, gli fa eco il governatore Stefano Bonaccini commentando i provvedimenti di altri presidenti di Regione, anche perché “solo il vaccino permetterà di uccidere il virus. Siamo pronti a prendere tutti i provvedimenti che servono per migliorare la situazione e tenerla monitorata ogni giorno”. In Emilia Romagna – ha ricordato – “facciamo più di 10mila tamponi al giorno e a questi si aggiungono migliaia di test sierologici. Cerchiamo di monitorare tutto per cercare di contenere il virus. I numeri dell’Emilia Romagna, tra le regioni più colpite perché avevamo in pancia il focolaio lombardo, oggi dimostrano come questo sforzo stia dando qualche risultato”.

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